giovedì 6 settembre 2018

LOGIN 03: Bollettino telematico sul mondo dei libri e dell’editoria on/off line. A cura di Stefano Donno



 


















Senza ombra di dubbio LOGIN sarà una rassegna aperiodica ma puntuale (almeno lo spero) di segnali dal mondo della letteratura, della saggistica della poesia insomma dal multiverso dei libri, per informare condividere e magari scoprire piccole cose preziose che hanno a che fare con autori ed editori on e off line. Non poteva che chiamarsi LOGIN non per mimesi stilistica e semantica giusto per adeguarsi ai tempi della parola e della sintassi “social”, ma per descrivere un momento di attraversamento della soglia, in bilico tra il sacro dei grandi del patrimonio culturale mondiale e il profano (in senso buono) o meglio il post popular delle Lettere e della Scrittura di oggi. E allora ho preso il coraggio a quattro mani, partendo quasi in silenzio, e che comunque non è cosa da poco, nella speranza di essere d’aiuto in qualche modo a non perdersi tra le mille voci che vogliono affermare il loro esserci tra i “laureati” e i “diplomati” del libro, a volte senza trovare la giusta visibilità e considerazione, o un modo per confrontarsi e crescere. Dunque amici e sodali blogger, Youtubers, editori, editors, opinion leader, influencer, critici letterari, autori segnalatemi (perché per primi ne avete valutato la validità) la vostra proposta, quello di cui vale la pensa sottolineare con l’evidenziatore del rimando e sarò felice di contribuire alla causa del dibattito culturale e alla creazione di circoli e frattali ermeneutici proficui.

I vostri link potete mandarli a

Che dire … buon viaggio!

In questo numero Donato Di Poce, Senzaudio, Nicola Vacca, Gianluca Garrapa, Satisfiction, Marco Vetrugno, Chiara Evangelista, Riforma.it, Sergio Rostagno, erigibbi, La Nave di Teseo

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mercoledì 5 settembre 2018

Franco Colnaghi di Donato Di Poce























“Nell’arte di Franco Colnaghi, la leggerezza attraversa tutto il suo percorso di ricerca e sperimentazione, di espressione e di tensione etica e stilistica, a partire dai primissimi disegni astratti degli esordi, per arrivare agli alberi soffiati sulla materia degli anni ’90 sino alle scatole e alle esili filiformi sculture, al ciclo “Città dei poeti “ e alla ”Leggerezza” delle recentissime opere. Nel caso di Colnaghi, la leggerezza esprime sia qualità formali che poetiche, la sua è una ricerca incessante sia nei temi (paesaggi astratti, ideogrammi cinesi etc…), che nella ricerca e sperimentazione materica (dall’utilizzo del legno al filo di ferro al cemento), un esercizio continuo di nuove forme, modi ed espressioni, che solo dai neofiti e dai detrattori incapaci di “leggerezza”, vengono scambiate per incoerenza stilistica e tematica. Ai nostalgici della classicità e dei canoni della moda e del mercato, ai detrattori della sperimentazione che accusano di vaghezza e casualità, ricordo solo una riflessione di Pindaro: “Il sapere e la vita, invece di essere una dimora stabile, sono una strada”. Così come per Colnaghi la “leggerezza” non è solo una conquista, ma una via, una strada per accedere con precisione e libertà espressiva, al mondo del gioco, della fantasia, della felicità, della spontaneità espressiva, della fluttuazione materica, del movimento, la “leggerezza” per il nostro artista diventa la chiave di accesso alla visionarietà, alla semplicità, alla poeticità, che sono gli unici valori fondanti e importanti dell’essere e del divenire di un’anima “leggera”, in cammino verso l’invisibile, praticando la “leggerezza” come un’oasi di senso e un altrove denso di verità e bellezza.” (Donato Di Poce)

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"Хватит плакать на тему коррупции": Петр Буслов о сериале "Домашний арест"

Falling tree kills Fla. child during T.S. Gordon

Roma, il nuovo comandante dei Carabinieri Gargaro: "Continuo l'ottima at...

Gouvernement français : remaniement ou reniement?

martedì 4 settembre 2018

Via Trinchese 62 di Daniela Palmieri





















“Questa è una storia di fantasmi, un racconto di ombre e dissolvenze, dove il tempo si è ostinato a passare e noi nel mezzo a far finta di nulla, a non vederle le ombre sotto gli occhi, a non sentirla la pioggia, a sopportare il vento. Neppure il sole forte della calura estiva, il riflettersi dei raggi sulla vetrina, l’aria resa stagnante di scirocco o frizzante di primavera, indifferenti alle stagioni e attenti ai libri, quei “maledetti” libri così amati.”
“Raccontare un dolore personale è difficile, catartico forse, ma complicato. Anche dal punto di vista prettamente narrativo si rischia di fare confessione, operazione per pochi, qualcosa di egoista e comunque autoreferenziale. Non è questo il caso, assolutamente. L’opera è una dichiarazione d’amore, ai libri prima di tutto e alle parole poi, carezzevoli, preziose, misurate e precise nella manciata di pagine che raccontano questa storia. Un’elegia della famiglia, storia semplice e monumentale di un uomo, un pioniere che ha fatto la storia di una città o almeno quella che ha a che fare con i libri. E quindi diventa la storia di un luogo, di un modo ostinato e romantico di vivere i luoghi, posti che assumono un valore simbolico, nostalgico e caldo. Un mondo fatto di persone e di quotidianità. Un ricordo che è come un regalo alla comunità di lettori “forti” e resistenti. (Osvaldo Piliego su CoolClub). Questa è la storia di Anna Palmieri, della sua famiglia e della sua libreria a Lecce, raccontata da una delle figlie.

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lunedì 3 settembre 2018

Abito l’abito di Santa Scioscio (Spagine)






















Realizzato con un gruppo di allieve del primo anno della Calcagnile Academy di Lecce, “Abito l’ Abito” indaga il senso e il significato del vestire. “Ci siamo posti a metà, nel mezzo, tra il corpo e i luoghi, tra il dentro e il fuori, tra ciò che è e ciò che appare. Abbiamo percorso linee, orientamenti, attraversato le planimetrie delle case e la geografia del corpo nei cartamodelli. I capi progettati esplorano in termini di abitabilità i volumi, lo squilibrio, la tensione del dialogo tra mente e corpo, tra corpo e luoghi, definendosi nella incompiutezza, nelle asimmetrie, nella protettiva imbottitura”. I nomi dati ai cartamodelli rivelano con leggerezza l’intenzione progettuale: Abito su prospetto di porta; Cinque t shirt alla finestra; Pantalone in un interno; Gonna a ruota in una grande stanza; Coordinato al primo piano; Rever su piano scosceso; Abito in villa.

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Con Folon … l’uomo invisibile di Donato Di Poce inizia l’era degli ebook d’artista
























L’idea nasce dal desiderio di promuovere la cultura d’arte e degli artisti contemporanei attraverso un progetto editoriale alla portata di tutti (lo smartphone ce l’hanno un po’ tutti oramai) ma soprattutto che consenta di far conoscere o approfondire percorsi  estetici, performativi ed artistici che molto spesso o fanno parte di pubblicazioni ad “alto prezzo di copertina” o magari vengono superficialmente trattati nelle riviste d’arte o negli studi della Storia dell’Arte. E allora Stefano Donno, già editore de I Quaderni del Bardo Edizioni, lancia la sfida progettuale che viene accolta da subito dallo scrittore, poeta e critico d’arte Donato Di Poce il quale omaggia la casa editrice chiamando i’iniziativa editoriale i Quaderni d’Arte del Bardo.  Il primo ebook d’arte o d’artista Donato Di Poce lo dedica ad una grande artista contemporaneo Jean-Michel Folon (Uccle, 1º marzo 1934 – Principato di Monaco, 20 ottobre 2005) illustratore, pittore e scultore belga la cui cifra è stata sempre individuabile nella poiesi di visi uniformi, abiti spesso scuri, colori sfumati dal blu al malva con predilezione per l'acquarello.
“Quando muore un Artista e un poeta che ci ha lasciato dentro delle grandi emozioni come Folon, ci si sente tutti un po’ più soli e più poveri, ma noi che restiamo, abbiamo la fortuna di poter godere ancora delle sue opere, del suo insegnamento e della sua lezione di vita. In Italia Folon era molto conosciuto e molto amato non solo da studiosi e critici come Giorgio Soavi, Cristina Taverna, Marilena Pasquali, Aldo Grasso e altri, ma anche dal grande pubblico delle nostre città che ha apprezzato stupefatto e incantato le sue illustrazioni di libri, i suoi manifesti e murales pubblicitari per OLIVETTI, SNAM, ITALGAS, GALLERIA NUAGES. Personalmente ammiro Folon per il suo coraggio di inseguire sempre i suoi sogni, infatti nel ’55 interrompe i suoi studi di architettura e si dedica esclusivamente all’arte e al disegno, o come quando nel 1990 rifiutando di cullarsi sugli allori e godersi la meritata fama internazionale di pittore e illustratore, inizia e vince la sua scommessa con la scultura. E lo fa non solo con la forma più classica della scultura (legno, marmo e poi la materia preferita, il bronzo) ma innestando nella materia la sua capacità visionaria e la sua voglia do sognare(come per l’altro grande artista belga Magritte), di volare e di toccare il cielo, dimostrando a tutti che uomo libero, creativo, invisibile, impalpabile e generoso fosse.” (Donato Di Poce)

Donato Di Poce

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