"«Nel mondo c'è voglia di made in
Italy e noi dobbiamo rispondere a tale richiesta»
(Il Tirreno - Prato) - «Una
ventata di ottimismo e di fondato orgoglio imprenditoriale: questa è l'impressione
che ho ricavato dall'inaugurazione di Pitti Uomo». Equesto il commento del
presidente dell'Unione industriale pratese, Andrea Cavicchi. «Gli occhi del
mondo della moda, non solo maschile, - continua Cavicchi - sono in questi
giorni puntati tutti su Firenze e sul made in Italy. E proprio 'made in Italy'
sembra essere il positivo mantra di questa manifestazione: vi ha fortemente
insistito il presidente Gaetano Marzotto (che ha citato anche il distretto
pratese ed il suo ruolo nella moda italiana), lo evidenziano con fierezza molti
espositori, il mondo bancario lo guarda con attenzione e disponibilità
particolare. Sono sempre più convinto che una manifestazione come questa, di
questa levatura ed importanza, rappresenti un'occasione a cui non mancare ma dalla
quale cogliere stimoli utili per l'attività di tutti noi imprenditori che a
qualsiasi titolo operiamo nel mondo della moda».
«Se vogliamo esportare di più
dobbiamo produrre di più, ma sul lato dell'offerta si sta facendo troppo poco».
Lo ha detto Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia, intervenendo
alla cerimonia di apertura di Pitti Immagine Uomo a Firenze. «Produrre è poco
incentivato», ha lamentato Tronconi, secondo cui gli interventi legislativi
spesso tendono a complicare il quadro: «Bisogna capire che le vere riforme si
fanno con la gomma», ha aggiunto. «Il mondo - ha spiegato il presidente Smi -
sta tornando a consumare, ed è disposto a comprare i prodotti belli e ben fatti
che vengono dall'Italia. Il saldo del tessile/ abbigliamento a settembre 2012 è
positivo per 6,4 miliardi: la stessa cifra degli ultimi tre anni è stata
ottenuta in 9 mesi. Andremo a saldo commerciale 2012 molto più simile
all'antecrisi. Purtroppo l'attivo è così forte perchè sono crollate le
importazioni, e crollate perchè si produce di meno. La produzione è crollata
dell'8,8%, e ci aspettiamo un dato più brutto per fine anno».
Secondo Tronconi, per produrre di
più «servono meno imposte sulla produzione, meno Irap e meno zavorre».
L'orizzonte rimane quello dei mercati
esteri: «Negli Usa sono ripresi i consumi - ha osservato Tronconi - e nel 2012
le esportazioni verso gli Usa sono cresciute del 17%. Anche Brasile e Cina sono
in ripresa. C'è una parte di mondo che riprenderà a muoversi e c'è grande
domanda di Made in Italy. Il problema è l'offerta». Per il presidente Smi, le
speranze per le vendite interne della moda italiana per il 2013 sono riposte
«nei flussi turistici provenienti soprattutto da Cina e Russia, perché i
turisti europei non hanno un grande potere d'acquisto»."

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