mercoledì 9 gennaio 2013

Cavicchi: «Sono ottimista grazie al made in Italy»

"«Nel mondo c'è voglia di made in Italy e noi dobbiamo rispondere a tale richiesta»

(Il Tirreno - Prato) - «Una ventata di ottimismo e di fondato orgoglio imprenditoriale: questa è l'impressione che ho ricavato dall'inaugurazione di Pitti Uomo». Equesto il commento del presidente dell'Unione industriale pratese, Andrea Cavicchi. «Gli occhi del mondo della moda, non solo maschile, - continua Cavicchi - sono in questi giorni puntati tutti su Firenze e sul made in Italy. E proprio 'made in Italy' sembra essere il positivo mantra di questa manifestazione: vi ha fortemente insistito il presidente Gaetano Marzotto (che ha citato anche il distretto pratese ed il suo ruolo nella moda italiana), lo evidenziano con fierezza molti espositori, il mondo bancario lo guarda con attenzione e disponibilità particolare. Sono sempre più convinto che una manifestazione come questa, di questa levatura ed importanza, rappresenti un'occasione a cui non mancare ma dalla quale cogliere stimoli utili per l'attività di tutti noi imprenditori che a qualsiasi titolo operiamo nel mondo della moda».

«Se vogliamo esportare di più dobbiamo produrre di più, ma sul lato dell'offerta si sta facendo troppo poco». Lo ha detto Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia, intervenendo alla cerimonia di apertura di Pitti Immagine Uomo a Firenze. «Produrre è poco incentivato», ha lamentato Tronconi, secondo cui gli interventi legislativi spesso tendono a complicare il quadro: «Bisogna capire che le vere riforme si fanno con la gomma», ha aggiunto. «Il mondo - ha spiegato il presidente Smi - sta tornando a consumare, ed è disposto a comprare i prodotti belli e ben fatti che vengono dall'Italia. Il saldo del tessile/ abbigliamento a settembre 2012 è positivo per 6,4 miliardi: la stessa cifra degli ultimi tre anni è stata ottenuta in 9 mesi. Andremo a saldo commerciale 2012 molto più simile all'antecrisi. Purtroppo l'attivo è così forte perchè sono crollate le importazioni, e crollate perchè si produce di meno. La produzione è crollata dell'8,8%, e ci aspettiamo un dato più brutto per fine anno».
Secondo Tronconi, per produrre di più «servono meno imposte sulla produzione, meno Irap e meno zavorre».
L'orizzonte rimane quello dei mercati esteri: «Negli Usa sono ripresi i consumi - ha osservato Tronconi - e nel 2012 le esportazioni verso gli Usa sono cresciute del 17%. Anche Brasile e Cina sono in ripresa. C'è una parte di mondo che riprenderà a muoversi e c'è grande domanda di Made in Italy. Il problema è l'offerta». Per il presidente Smi, le speranze per le vendite interne della moda italiana per il 2013 sono riposte «nei flussi turistici provenienti soprattutto da Cina e Russia, perché i turisti europei non hanno un grande potere d'acquisto»."

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